BREVE STORIA DELL'ARTE MODERNA E PER QUANTO CI PUO' INTERESSARE


Se non ci fosse stato Leonardo a ritrarla,  nessuno avrebbe mai saputo come era il volto di Cecilia Gallerani. Dato che è insita nella natura umana la volontà di “eternarsi” nelle immagini da tramandare ai posteri e lo stesso dicasi per quanto riguarda il desiderio di rendere eterna l’atmosfera e le sensazioni che ti danno un determinato tipo di paesaggio, molti artisti del passato, hanno tratto ingenti fortune dalla loro abilità nel ritrarre la realtà. Nella pittura, l'uso del dipinto paesaggistico e la ritrattistica (con una solida tradizione di status symbol), furono riservati per molti secoli esclusivamente alla nobiltà ed a pochi altri eletti, che risultano pertanto gli unici del quale si conoscono le sembianze a distanza di secoli.

 


Con l’avvento della macchina fotografica e dei dagherrotipi la funzione prioritaria della ritrattistica e paesaggistica dei pittori è venuta a perdere una delle sue principali motivazioni.

Nella ritrattistica, la fotografia, la quale forniva prodotti più accessibili e meno costosi, riscosse un rapido e grande successo internazionale, sottraendo occasioni di lavoro ai pittori; la domanda di ritratti diventò enorme e nacque una nuova professione la quale mise in crisi soprattutto il mondo artistico, che temeva la possibile sostituzione dello strumento all'artista. 

 


Quasi tutti i pittori utilizzarono la "nuova tecnica" come supporto mnemonico delle loro opere, o per indagare in particolare sul chiaroscuro e sulle molteplici varietà della luce; chi per trarne spunto, chi per studio, chi come visione di anteprima dell'opera, ma spesso in gran segreto, temendo di venire criticati. La fotografia sviluppo' un numero sempre maggiore di immagini dalle quali attingere modelli per le proprie opere; divenne consuetudine lo scambiarsi fotografie di opere e di modelli, sia in Italia che all'estero, con la massima attività a Parigi e Londra. Prosperavano professionisti di immagini per i pittori, e album di repertori che affiancavano e sostituivano gli antichi libri di modelli.

 


La nuova invenzione costringeva i pittori alla ricerca di un linguaggio nuovo, in cui l'imitazione accurata, l'esattezza del dettaglio e della prospettiva, così ammirati prima della fotografia, venivano meno.

Nell'arte pittorica, dalle esperienze del Romanticismo e del Realismo, che avevano rotto con la tradizione accademica, nacque l'Impressionismo, in cui decadeva l'importanza del soggetto, portando l'attenzione al colore ed alla soggettività dell'artista, le cui emozioni andavano esaltate e non più contenute.

 


Il mondo fotografico veniva coinvolto da quei cambiamenti che dovevano portare la pittura dall'impressionismo al divisionismo, al cubismo, al futurismo, all'astrazione. Dopo aver utilizzato, durante il periodo preraffaellita, il "combination printing" il quale consentiva di realizzare vaste composizioni allegoriche, e lo "sfumato" che si accostava alla pittura degli impressionisti, la fotografia iniziò grazie al miglioramento delle tecnologie fotografiche a comprendere ed utilizzare il grande potenziale che si celava nei procedimenti di ingrandimento e in quello di fissare il movimento con l'istantanea.