Richard Feeling ed i suoi Art Social Poster.

Il percorso di Richard Feeling parte dal presupposto di coniugare quello che risulta essere allo stato attuale delle cose, un semplice elemento decorativo al concetto di opera d’arte d’investimento popolare diffuso.

Se vuoi un poster da appendere per riempire uno spazio vuoto di una tua parete, entri in un negozio o in un centro commerciale ed acquisti a prezzo accessibile a tutti, un semplice elemento decorativo per la casa il cui valore rimane legato al valore venale dell’opera che potrà nel tempo subire nel suo deterioramento, la sorte di un articolo da gettare al macero o tuttalpiù da finire dimenticato in cantina.  

Se al contrario vuoi un’opera d’arte per uso investimento e non un semplice articolo decorativo, ti rivolgi generalmente ad una galleria d’arte. In questo caso il costo dell’opera è senza dubbio più impegnativo e pertanto risulta una prerogativa generalmente riservata a pochi, ma rispetto alla precedente soluzione di acquisto, questa risulta al contrario un investimento soggetto a rivalutazione nel tempo. 

L'idea

L’idea di Richard Feeling è quella di coniugare il valore venale di un semplice articolo di arredo, alla possibilità che questo si valuti nel tempo invece di subire solamente il naturale deterioramento della materia ed essere quindi destinata al macero come visto in precedenza.

In quest’ottica Richard Feeling, che risulta attualmente sconosciuto a tutti perché è artisticamente “appena nato” e come tale intende definirsi precursore di un filone di pensiero. Egli propone il frutto della sua opera d’ingegno creativo in una prospettiva di investimento diffuso in quanto offre in regalo il materiale di supporto della sua opera ed offre il valore artistico della sua creazione ad un importo molto vicino ad un semplice prodotto d’arredamento che si può trovare generalmente nella grande distribuzione in tirature di centinaia se non migliaia di copie e che sono quasi sempre semplici riproduzioni di opere dei grandi artisti del passato, Lui offre un’opera di investimento garantita da un certificato di autenticità che ne sigla l’unicità. Pertanto l’articolo di arredamento diventa opera e come tale rappresenta in sé una “scommessa” sul futuro, che da semplice elemento decorativo grazie al certificato di autenticità, può diventare nel tempo un investimento reale a tutti gli effetti.

Dinamica del mercato.

Ora, messi a fuoco questi primi intendimenti, rimane da definire la questione della dinamica indotta che può portare all’incentivazione del valore dell’opera che ha la presunzione di porsi come possibile investimento.

Nel normale processo di mercato il valore di un’opera d’arte viene generalmente sancito da tutto un insieme di fattori che ne determinano la valenza svincolata dal valore venale del supporto che la “ospita”.

Un tela di Van Gogh, artista che in vita ha venduto solo una delle sue 1500 opere eseguite, è diventata poi un ambìto oggetto d’investimento grazie alla “leggenda” creatasi a posteriori della sua morte, in merito al personaggio in questione ed all’originalità del suo operato.

Nel panorama del secolo scorso, dietro al valore di un’opera predomina più la “storia” del personaggio che l’opera in sé come espressione artistica. I "tagli" di Fontana, le "merde in scatola" di Manzoni, gli "orinatoi" di Duchamp, i "manifesti" di Rotella, docet e come loro tanti altri. Tutto il novecento artistico è stato caratterizzato più dalla “storia” dei personaggi e dei movimenti che ne sono collegati in un’ottica di rivoluzionarie espressioni artistiche, rispetto al valore “accademico” che in tempi antecedenti risultava essere il metodo più idoneo a sancire la valenza “artigianale” della maestrìa del costruire il percorso pittorico seguendo ben precisi canoni di riferimento che ne sancivano la valenza professionale.

In altre parole l’artista del novecento per perseguire un successo personale, deve maggiormente impegnarsi nella ricerca innovativa in termini di espressività piuttosto che porsi come obiettivo la valenza del dipinto in termini di perfezionismo legato a canoni accademici imposti.

La "Scommessa".

Ora questo “nuovo” artista chiamato Richard Feeling ha la presunzione di diventare un artista quotato nel panorama artistico. 

La sua quotazione risulta essere in linea con i prezzi degli articoli dozzinali da supermercato, nonostante le sue opere siano pezzi originali e certificati da lui con la propria firma.

L’innovazione del pensiero di Richard Feeling risiede nel voler contare su una “complicita” fra l'artista e chi decide inizialmente di investire nella sua opera, partecipando a determinare il valore di investimento nel tempo, fruendo del canale diretto della publicizzazione del personaggio attraverso proprio di coloro che hanno deciso di credere in lui.

In altre parole chi decide di investire in un’opera di Richard Feeling acquistandola ad una QUOTAZIONE irrisoria, potrà partecipare a dare valore al proprio investimento pubblicizzandolo attraverso il canale delle proprie conoscenze. Più si parlerà dell’opera e dell’operato di Richard Feeling e maggiormente il valore dell’opera acquistata tenderà ad incrementarsi nel tempo. Tale azione potrà essere enfatizzata grazie ai nuovi strumenti del web, dai social network, ai blog tematici ed a quant’altro può risultare utile a far girare e conoscere il nome dell’artista sul quale si sarà deciso di “scommettere”.